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| L'allenatore Giampiero Ortolani ed il Ds del Pierantonio Moreno Pompei (Foto A. Palazzetti) |
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| Il Patron del Città di Castello Ivano Massetti (Foto A. Palazzetti) |
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| L'allenatore della Tiberis M. Gabriele Pannacci (Foto A. Palazzetti) |
ATTO 2: LE ALTOTIBERINE AI RAGGI X
Il 4-4-2, tramutato all'occorrenza in 4-3-3, schierato dall'allenatore del Pierantonio Giampiero Ortolani, mix di fantasia ed equilibrio, si sta rivelando un carrarmato capace di demolire qualsiasi ostacolo e di lasciare, dietro di sè in classifica, il vuoto. Nella zona nevralgica del campo dello scacchiere biancazzurro, per quanto concerne l'assetto classico, gli innesti del funanbolo Gagliostro e dell'estroso Bartoccini, nelle rispettive corsie esterne, hanno portato linfa nuova ad un settore con giovani interessanti come Ragni o Tomassoni, che per l'abbondanza sono costretti a fare la staffetta per una maglia da titolare, affiancando il faro che illumina il centrocampo, Pinazza, il geometra che serve palloni con squadra e righello. Il modulo ad albero di Natale, ovvero il 4-3-2-1, tuttavia, sembra offrire maggiori garanzie in fase di copertura e consente di ripartire in velocità nei contrattacchi di capitan Missaglia e Company. In casa Trestina, invece, il tecnico bianconero Enrico Cerbella prosegue sulla falsariga dell'annata sportiva precedente. Il 4-3-1-2 dagli oliati automatismi e dai settori ben collaudati rende il centrocampo una zona ad alta qualità. L'emblema dello spessore tecnico tifernate viene incarnato da Morvidoni, perfetto nel dettare i tempi e puntuale nell'effettuare lanci millimetrici per i tagli spacca difesa di bomber Mancini. Due strade per la terza forza del campionato, dal punto di vista tattico: la Tiberis Montecorona, infatti, può giocare con il 4-3-3, sfruttando al meglio i due pupilli in avanti, ambedue fuoriquota, Ciribilli e Berradi, oppure "alla brasiliana" con un 4-2-3-1. In entrambe le circostanze spiccano i due centrali in mezzo al campo, Batti e Bordichini, il primo nel ruolo di incontrista, mentre l'altro in cabina di regia a dirigere il traffico. In ultima analisi, ma non di certo per importanza, troviamo il Città di Castello di Antonio Rizzolo, all'esordio da allenatore dopo un curriculum da calciatore di tutto rispetto che culmina con la militanza nella Lazio in serie A. Il giovane allenatore che ha deciso di puntare fortemente proprio sulla linea verde sta cogliendo degli ottimi frutti, considerando anche la continua rivoluzione nel mercato optata dal suo patron Ivano "uragano" Massetti. Il suo, infatti, è un modulo di gioco proiettato all'attacco, molto flessibile, e che consente ai più giovani di potersi esprimere alla perfezione. E se nell'agenda di Walter Novellino, presente sugli spalti di un derby proprio contro il Pierantonio, sono finiti Giuliacci e Pastorelli, il merito è anche di Rizzolo e del suo 4-4-2 dalle continue metamorfosi.
di Antonio Palazzetti. Tratto dalla rubrica "Il Polisportivo" del mensile "Informazione Locale" del numero di dicembre 2010.



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